{"id":473,"date":"2026-05-23T10:00:00","date_gmt":"2026-05-23T08:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.birrartigianale.com\/it\/?p=473"},"modified":"2026-06-02T23:07:43","modified_gmt":"2026-06-02T21:07:43","slug":"dms-nella-birra-il-mais-in-scatola-che-non-dovrebbe-esserci","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.birrartigianale.com\/it\/dms-nella-birra-il-mais-in-scatola-che-non-dovrebbe-esserci\/","title":{"rendered":"DMS nella birra: il mais in scatola che non dovrebbe esserci"},"content":{"rendered":"<p>Tra i difetti birrari legati ai composti dello zolfo, il DMS &mdash; dimetilsolfuro &mdash; merita un capitolo a parte. Il suo profilo aromatico e&#8217; preciso e riconoscibile: mais in scatola, verdure bollite come cavolo o sedano, a volte l&#8217;acqua di cottura dei crostacei. Non e&#8217; il piu&#8217; sgradevole in senso assoluto, ma e&#8217; uno dei piu&#8217; facili da identificare e uno dei piu&#8217; significativi dal punto di vista produttivo.<\/p>\n<h2>Come si forma<\/h2>\n<p>Il DMS nasce da un precursore chimico chiamato S-metilmetionina, che si forma durante la germinazione dell&#8217;orzo e rimane presente nel malto. Il calore &mdash; nella fase di essiccamento del malto e poi nella bollitura del mosto &mdash; converte questo precursore in DMS. Fino a qui, il processo e&#8217; fisiologico e in larga parte inevitabile. Il punto cruciale e&#8217; la rimozione: una bollitura vigorosa e aperta, con buona evaporazione, elimina il DMS semplicemente portandolo via con il vapore. Una bollitura blanda, chiusa o troppo breve non consente questa pulizia, e il composto rimane nella birra.<\/p>\n<p>Un secondo momento critico e&#8217; il raffreddamento del mosto dopo la bollitura: se avviene lentamente, la temperatura ancora elevata continua a convertire il precursore in DMS, che pero&#8217; non puo&#8217; piu&#8217; evaporare perche&#8217; il sistema di ebollizione e&#8217; spento. Per questo il raffreddamento rapido &mdash; sotto i 26 gradi &mdash; e&#8217; una pratica fondamentale.<\/p>\n<h2>Lager vs Ale<\/h2>\n<p>Le birre a bassa fermentazione sono statisticamente piu&#8217; vulnerabili al DMS rispetto alle Ale. La ragione e&#8217; duplice: le fermentazioni a bassa temperatura sono meno vigorose e favoriscono meno l&#8217;espulsione dei composti volatili; e le temperature di bollitura e i protocolli produttivi delle grandi produzioni Lager industriali non sempre prevedono evaporazioni adeguate. Nelle birre artigianali questo difetto e&#8217; meno frequente, ma non impossibile.<\/p>\n<h2>Quando e&#8217; accettabile<\/h2>\n<p>Bassi livelli di DMS sono considerati accettabili in alcune Light Lager americane &mdash; uno stile che per tradizione e aspettativa del consumatore prevede un profilo molto neutro e pulito, dove una leggera nota vegetale puo&#8217; passare inosservata. In tutti gli stili ad alta fermentazione e in qualsiasi Lager di qualita&#8217;, invece, il DMS non e&#8217; mai desiderabile. La sua presenza in una birra artigianale e&#8217; quasi sempre il segnale di un problema tecnico risolvibile.<\/p>\n<h2>Come riconoscerlo<\/h2>\n<p>Il mais in scatola e&#8217; il descrittore piu&#8217; diretto: quella sensazione umida, leggermente dolce-vegetale che si trova nelle conserve. A concentrazioni piu&#8217; alte emergono il cavolo bollito, il sedano cotto, i crostacei lessati. All&#8217;olfatto e&#8217; piu&#8217; evidente che in bocca. Una volta imparato a riconoscerlo su una birra con DMS evidente, diventa difficile confonderlo con altro.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Tra i difetti birrari legati ai composti dello zolfo, il DMS &mdash; dimetilsolfuro &mdash; merita un capitolo a parte. Il suo profilo aromatico e&#8217; preciso e riconoscibile: mais in scatola, verdure bollite come cavolo o sedano, a volte l&#8217;acqua di cottura dei crostacei. 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