Birre trappiste: storia, regole e le 11 abbazie del mondo

Non tutte le birre prodotte da monaci sono trappiste. E non tutte le birre che portano un nome d’abbazia rispettano le regole del vero prodotto trappista. Capire cosa distingue una birra trappista autentica richiede chiarezza su storia, disciplinare e geografia.

Cos’e’ una birra trappista

Con “birra trappista” si intende una birra prodotta all’interno di un monastero appartenente all’Ordine Cistercense della Stretta Osservanza — detto anche trappista — sotto il diretto controllo dei monaci. Per ottenere il riconoscimento ufficiale — il logo esagonale “Authentic Trappist Product” — devono essere rispettate tre condizioni:

  1. La birra deve essere prodotta all’interno delle mura di un’abbazia trappista, da parte dei monaci o sotto il loro diretto controllo.
  2. La produzione, i processi e le scelte commerciali devono dipendere dalla comunita’ monastica.
  3. Lo scopo economico deve essere il sostentamento dei monaci e la beneficenza, non il profitto.

Le 11 abbazie nel mondo

Attualmente le abbazie trappiste che producono birra con il marchio ufficiale sono undici in tutto il mondo: sei in Belgio, due in Olanda, una in Austria, una negli Stati Uniti e una in Italia.

Belgio: Abbazia di Sint Benedictus de Achelse Kluis (Achel, trappista dal 1871), Abbazia di Scourmont nei pressi di Chimay (fondata 1850), monastero di Notre Dame d’Orval (cistercense dal 1132), abbazia Notre-Dame de Saint-Remy a Rochefort (fondata XV secolo), abbazia di Westmalle (cistercense dal 1836), abbazia di Saint Sixtus a Westvleteren.

Olanda: De Koningshoeven (La Trappe), De Kievit.

Austria: Stift Engelszell.

USA: Spencer Brewery (Massachusetts).

Italia: Abbazia delle Tre Fontane (Roma).

Profili delle trappiste belghe

Westvleteren: le piu’ ricercate al mondo. La 12 e’ considerata da molti appassionati una delle migliori birre mai prodotte. Si acquista quasi esclusivamente all’abbazia, su prenotazione.

Westmalle: produce la Tripel originale, capostipite di un’intera famiglia stilistica. La Dubbel e’ un riferimento assoluto per lo stile omonimo.

Rochefort: la 10 e’ un monumento dell’arte birraria belga. La 8 e la 6 completano la gamma con gradazioni decrescenti ma non meno interessanti.

Chimay: la piu’ conosciuta dal grande pubblico, con le versioni rossa, bianca, blu e la dorée. Chimay ha costruito una centrale eolica per sostenere il consumo energetico delle sue attivita’, con il disavanzo scontato agli abitanti della zona.

Orval: la piu’ originale nel panorama trappista. Utilizza in rifermentazione un ceppo di Brettanomyces che le conferisce il caratteristico “gout d’Orval”, oltre a una generosa luppolatura a secco. Orval offre gratuitamente il proprio lievito e i servizi del laboratorio di analisi ai birrifici locali.

Non solo stile: una filosofia

Le birre trappiste non sono soltanto un marchio di qualita’. Sono il risultato di una filosofia di vita in cui la produzione di birra e’ mezzo di sostentamento e atto di carita’, non fine commerciale. Ogni monastero investe nella propria comunita’ locale in modo diverso. La qualita’ e’ la conseguenza naturale di un approccio privo di compromessi con la logica del profitto industriale.

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