Italian Grape Ale: quando la birra incontra il vino italiano

L’Italian Grape Ale (IGA) è uno degli stili birrari più originali nati in Italia: una birra prodotta con l’aggiunta di uva o mosto d’uva durante la produzione, che fonde la tradizione brassicola con quella enologica in un matrimonio tutto italiano. Non è un caso che questo stile sia nato nel paese dove il vino è parte dell’identità culturale: l’Italian Grape Ale è la risposta creativa dei birrai italiani alla ricchezza ampelografica del territorio.

Come nasce uno stile

L’Italian Grape Ale non è un’invenzione recente: i birrai artigianali italiani hanno iniziato a sperimentare con l’uva dalla fine degli anni ’90, quando il movimento craft stava muovendo i primi passi. Teo Musso di Baladin è stato tra i pionieri con la sua “Nora”, che includeva già ingredienti italiani tradizionali. Ma è con l’esplosione della birra artigianale italiana negli anni 2010 che l’IGA è diventata un fenomeno riconoscibile, tanto da essere codificata ufficialmente dalla Unionbirrai come categoria autonoma nei concorsi nazionali, e successivamente riconosciuta anche dalla BJCP internazionale.

Caratteristiche organolettiche

L’Italian Grape Ale sfugge per definizione a una caratterizzazione univoca: il profilo dipende enormemente dalla varietà d’uva utilizzata, dalla quantità aggiunta e dal momento della produzione in cui viene inserita. In linea generale si possono identificare alcune costanti:

  • Colore: variabile, dal dorato al rosato se si usano uve a bacca rossa, fino all’ambrato per alcune versioni con mosto cotto
  • Aroma: la componente vinosa è il filo conduttore — note di frutta fresca, fiori, a volte tannino leggero, che si intrecciano con gli aromi della fermentazione birraria
  • Gusto: il mosto d’uva aggiunge zuccheri fermentescibili, alzando la gradazione, e contribuisce una dolcezza fruttata che evolve diversamente rispetto agli zuccheri del malto
  • Gradazione: variabile, generalmente tra 5% e 9% ABV

Varietà d’uva e terroir

La bellezza dell’Italian Grape Ale sta nella possibilità di esprimere il terroir: ogni birraio sceglie l’uva del proprio territorio. Al nord si trovano IGA con Moscato, Glera (Prosecco), Gewürztraminer o Pinot Grigio; al centro con Sangiovese, Vernaccia o Trebbiano; al sud con Aglianico, Nero d’Avola, Greco o Fiano. Ogni combinazione produce una birra diversa, capace di raccontare una storia di territorio in modo unico.

Tecnica di produzione

L’uva può essere aggiunta in diversi momenti e in diverse forme:

  • Mosto d’uva fresco aggiunto in bollitura o in fermentatore
  • Succo d’uva (mosto filtrato) aggiunto in seconda fermentazione
  • Uva intera o pigiata in macerazione durante la fermentazione
  • Mosto cotto o mosto concentrato per versioni più strutturate

La percentuale di uva varia tipicamente tra il 10% e il 40% degli zuccheri totali, con alcune produzioni artigianali che arrivano anche oltre il 50%.

Rappresentanti di riferimento

Tra le Italian Grape Ale più celebri: Loverbeer BeerBera (Barbera d’Asti), Montegioco Runa (Moscato), Birrificio Italiano Viatica (Pinot Nero), Del Ducato Via Emilia, e molte produzioni stagionali di birrifici regionali che cambiano ogni vendemmia.

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