Rifermentazione in bottiglia: carbonazione naturale e complessita’

Definizione

La rifermentazione in bottiglia (in inglese bottle conditioning o secondary fermentation) è una tecnica di carbonazione naturale in cui una piccola quantità di zucchero fermentescibile viene aggiunta alla birra al momento dell’imbottigliamento. Il lievito residuo consuma questi zuccheri producendo CO2 che, non potendo fuggire dalla bottiglia chiusa, si discioglie nella birra creando la carbonazione.

Come funziona

  1. La birra fermentata e maturata viene trasferita in bottiglia con l’aggiunta di una piccola quantità di zucchero (priming sugar) — tipicamente 6–8 g/l di zucchero semolato o sciroppo di miele — o di mosto fresco non fermentato
  2. Le bottiglie vengono chiuse e lasciate a temperatura ambiente (18–22°C) per 1–3 settimane
  3. Il lievito residuo fermenta gli zuccheri aggiunti, producendo CO2 che si discioglie nella birra sotto pressione
  4. Le bottiglie vengono poi spostate in luogo fresco per la maturazione

Vantaggi rispetto alla carbonazione forzata

  • Carbonazione più fine e naturale, con bollicine più piccole e persistenti
  • Il lievito vivo in bottiglia continua a proteggere la birra dall’ossidazione consumando l’ossigeno residuo
  • Sviluppo di complessità aromatica nel tempo: le birre rifermentate evolvono positivamente con l’invecchiamento
  • Metodo tradizionale compatibile con la definizione di birra artigianale italiana

Stili che la utilizzano

La rifermentazione in bottiglia è caratteristica delle birre belghe (Tripel, Dubbel, Golden Strong, birre trappiste), di molte birre artigianali italiane, delle British Bottle-Conditioned Ales. Le birre così prodotte presentano un deposito di lievito sul fondo della bottiglia — da rispettare durante il versamento o da includere deliberatamente (come nell’Hefeweizen).

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