Alcolicita sgradevole nella birra: alcoli superiori, calore e solventi

L’alcol nella birra non dovrebbe essere un difetto. In dosi appropriate per lo stile, l’etanolo contribuisce al corpo, alla sensazione di calore gradevole, all’aroma complesso. Il problema nasce quando la componente alcolica diventa dominante, sgradevole, quando si esprime come bruciore piuttosto che come calore, o quando porta con sé i caratteri tipici dei solventi.

Etanolo e alcoli superiori

L’alcol prevalente nella birra è l’etanolo, prodotto dalla fermentazione di glucosio e altri zuccheri riducenti. Ma il lievito produce anche quantità minori di alcoli superiori — come quelli amilici — che normalmente restano a livelli molto bassi. Quando però le condizioni di fermentazione non sono ottimali, questi alcoli possono accumularsi a concentrazioni che risultano percettibili e sgradevoli, con note vinose, speziate, e una sensazione pungente e calda al palato.

Le cause più comuni di questo accumulo sono: scarso inoculo di lievito, che costringe le cellule a lavorare in condizioni di stress; bassi livelli di ossigeno disciolto nel mosto prima dell’inoculo; bassi livelli di FAN (azoto utilizzabile), che priva il lievito di aminoacidi essenziali. In tutti questi casi il lievito, privato delle sue risorse primarie, si adatta metabolizzando acidi grassi come fonte alternativa di carbonio e ossigeno, producendo maggiori quantità di alcoli a lunga catena.

Anche le alte temperature di fermentazione e le densità iniziali elevate del mosto contribuiscono: stimolano l’attività complessiva del lievito e favoriscono la produzione di alcoli superiori.

Quando diventa solvente

Quando gli alcoli superiori si combinano con acidi organici durante la fermentazione si formano esteri, e in quantità elevate questi possono dare alla birra sentori di solvente — acetone, trementina, smalto per unghie. È il confine tra una nota fruttata e un difetto sgradevole: bassi livelli di esteri sono spesso gradevoli, livelli elevati diventano disturbanti. Questa problematica è trattata più diffusamente nell’articolo dedicato agli esteri in eccesso.

Quando l’alcolicita marcata e appropriata

Le Strong Ale e le Strong Lager prevedono per definizione una componente alcolica marcata. In questi stili l’alcol deve però esprimersi come calore morbido, complessità vinosa, non come bruciore o solvente. La distinzione è fondamentale: una Barleywine di dieci gradi ben fermentata presenta l’alcol in modo “morbido” e integrato, non aggressivo. Una birra della stessa gradazione con problemi di fermentazione risulterà pungente e sbilanciata.

Il messaggio pratico per chi produce: in birre ad alta gradazione è ancora più importante curare la qualità dell’inoculo, l’ossigenazione del mosto e la disponibilità di nutrienti per il lievito. Meglio un inoculo abbondante che uno scarso, come regola generale.

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