Malto: il cereale maltato alla base della birra

Definizione

Il malto è un cereale — quasi sempre orzo, ma anche frumento, segale o avena — che ha subito il processo di maltazione: germinazione controllata seguita da essiccazione. Questo processo attiva gli enzimi naturalmente presenti nel chicco, rende l’amido più accessibile ai lieviti e sviluppa i caratteristici aromi e colori della birra.

Perché si malta il cereale

L’amido grezzo del cereale non maltato non è direttamente fermentescibile dai lieviti. La maltazione serve a:

  • Attivare gli enzimi amilasi che spezzeranno l’amido in zuccheri fermentescibili durante l’ammostamento
  • Sviluppare aromi e colori attraverso la reazione di Maillard durante l’essiccazione
  • Rendere il chicco friabile e macinabile

Classificazione dei malti

  • Malti base: essiccati a basse temperature, alto potere enzimatico, colore chiaro. Costituiscono la base della maggior parte delle ricette (Pale, Pilsner, Vienna, Monaco).
  • Malti caramello/crystal: subiscono una saccarificazione interna durante la produzione. Dolci, colorati, privi di potere enzimatico. Aggiungono corpo, dolcezza e colore.
  • Malti tostati: essiccati a temperature molto alte, colore dal mogano al nero. Aggiungono note di cioccolato, caffè e tostato (Chocolate, Black Patent, Carafa).
  • Malti affumicati: essiccati con legno di faggio o quercia. Aggiungono note di affumicato (Rauchmalz).

Il malto come ingrediente di base

Il malto è la fonte degli zuccheri fermentescibili, dei precursori degli aromi, del colore e del corpo della birra. La legislazione italiana stabilisce che una birra debba essere prodotta con almeno il 60% di cereali maltati (orzo o frumento). La scelta e la combinazione dei malti è uno degli elementi fondamentali della ricetta di ogni birra.

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